Nuova missione del CGT in Tanzania

Continua l’impegno e la collaborazione del CGT con i paesi africani: il prof. Pierlorenzo Fantozzi è partito alla volta della Tanzania, nella regione di Kongwa.La comunità europea ha finanziato infatti il progetto del Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena e delle ONG Lvia e MaMaDo e Ufundiko per migliorare l’accesso e la gestione dell’acqua in un angolo di Africa.
 
Sono presenti le tecnologie più all’avanguardia, le strumentazioni e le competenze scientifiche migliori a garantire la validità di un progetto che si prefigge uno scopo ambizioso, è vero, ma al tempo stesso realizzabile: migliorare l’accesso e la gestione dell’acqua in una regione della Tanzania.
 
L’Acqua è considerate un key factor nello sviluppo socio economico e nella lotta contro la povertà.
 
Accesso all’acqua significa portare l’acqua dove manca: questo obiettivo verrà realizzato costruendo nuovi impianti ed al tempo stesso riabilitando gli impianti esistenti consentendo di portare acqua potabile anche in regioni dove fino ad oggi ottenere acqua significava trasportarla da distanze impensabili.
Il Ministero per le acque stima che il 70% della popolazione rurale e il 30% del tessuto urbano non hanno accesso a risorse idriche. Stime dei tecnici degli Enti Locali dimostrano che il fabbisogno per l'area di intervento (distretti di Kongwa e Chamwino) consiste in 50 milioni di metri cubi di acqua potabile al giorno per l’intera zona. Questo significa che, al momento, solo 2.500 persone (il 9% del totale della popolazione target) possono avere 20 lt/giorno di acqua potabile per tutto l'anno. L’unica acqua potabile sicura disponibile è l'acqua di rubinetto ottenuta da villaggi vicini distanti più di 3 ore a piedi. Questa attività impegna la maggior parte del tempo, di donne e bambini, il che impedisce loro di svolgere altre attività, come ad esempio le attività produttive e di istruzione.
 
Ma portare l’acqua non basta: la chiave di volta del progetto è la gestione delle risorse idriche.
Gli strumenti di cui si dota il progetto sono tre, due tecnologicamente avanzati, il GIS e gli impianti di fitodepurazione ed uno invece antico ma estremamente efficace: l’educazione.
Il GIS servirà ai distretti coinvolti a condurre una gestione razionale e pianificata delle risorse idriche al fine di monitorare ed amministrare consapevolmente le acque del territorio.
Gli impianti di fitodepurazione progettati e costruiti da Lvia e dal Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena consentiranno infine di migliorare la qualità delle acque a disposizione “ripulendo” l’acqua accessibile alle comunità.
La qualità delle acque è anche un importante vincolo in alcune zone delle zone bersaglio. Presenza di alte concentrazioni di nitrati, cloruro di sodio, solfato di ferro e di manganese è stata individuata dalle analisi dell’acqua della falda freatica. Questi costituenti chimici presenti nell’acqua potabile possono causare effetti negativi per la salute, dopo lunghi periodi di esposizione.
I rapporti Unicef indicano che il tasso di mortalità infantile nelle regioni povere della Tanzania, e Dodoma è tra loro, è di 91/1000 nati vivi, ed è principalmente una conseguenza della incapacità di soddisfare i costi per il trattamento di malattie, soprattutto diarrea, febbre tifoide, schistomiasi e malattie della pelle come scabbia, dissenteria e tracoma.
Tale operazione, oltre a garantire la sostenibilità del progetto, consentirà di abbattere il tasso di incidenza di tali malattie.
Ultima azione del progetto in questione è l’educazione delle donne, la componente femminile che gestisce e amministra l’acqua a scopi sanitari e alimentari. La sensibilizzazione dei soggetti femminili adulti della popolazione servirà a garantire il corretto impiego e conservazione delle risorse idriche.
 
Aderiscono al progetto soggetti sia europei che africani che partecipano finanziariamente ed hanno al tempo stesso parte attiva nella partnership, ONG come Lvia, MaMaDo, Ufundiko, i distretti locali di Kongwa e Chamwino e il Centro di Geotecnologie (CGT) dell’Università degli Studi di Siena per il settore della ricerca. Sia Lvia che il CGT sono presenze affermate nel territorio, da anni infatti i due soggetti lavorano a progetti di monitoraggio e sviluppo nei paesi terzi con l’obiettivo specifico di mettere la ricerca scientifica e le geotecnologie più moderne al servizio dei temi della salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
 

 





(Maria Cristina Salvi - 10:15 15-6-2009)



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