Sprechi negli atenei:La risposta del CGT

Tratto da www.miaeconomy.it
Scritto da Marta Ghironi
Mercoledì 05 Novembre 2008 15:21

Dopo la lettura dell’articolo uscito su Panorama e la visione della trasmissione di lunedì 27 ottobre di 'Porta a Porta', non si può rimanere in silenzio di fronte alle informazioni diffamatorie che sono state fornite nei confronti del Centro Geotecnologie di San Giovanni Valdarno. Il Centro è il fiore all’occhiello dell’Università di Siena, una realtà di ricerca e di studio importante che forma professionisti di alto livello e che dà la possibilità ai neo laureati di avere un futuro professionale garantito, con ottime opportunità lavorative sia del settore informatico che della geologia. E’ una realtà dinamica e attiva, inserita nel cuore di una cittadina già nota perché Terranuova fiorentina - progettata da Arnolfo di Cambio e Città Natale di Masaccio -. Una moderna Università che accoglie ogni anno più di 200 studenti provenienti da tutte le regioni italiane e dall’estero. Si tratta di un Campus Universitario polifunzionale che ha rapporti con le più grandi Università italiane ed estere. Il CGT svolge attività di consulenza e progettazione per enti pubblici e privati, nell’ambito di contratti e convenzioni stipulati secondo le norme dell’Università di Siena. I progetti principali riguardano: Acquisizione di dati sull’ambiente fisico mediante integrazione di metodi di rilevamento tradizionali con analisi di immagini telerilevate, indagini geofisiche e analisi geotecniche finalizzate alla realizzazione di cartografia tematica; Acquisizioni di dati sull’ambiente fisico ambientale; Progettazione e implementazione di basi di dati geografici (GIS); Studi e progettazioni nel campo della geologia ambientale e geoingegneria; Distribuzione di dati territoriali e geoambientali. L’attacco fatto nell’articolo di Panorama, e in particolar modo nella trasmissione 'Porta a Porta', circa il Centro, riguardava, soprattutto, gli sprechi del mondo universitario nell’attivazione di sedi decentrate e l’inadeguatezza dei luoghi che le ospitano, prendendo a esempio, in modo preciso e puntuale, il CGT di San Giovanni Valdarno. Ancora una volta i dati smentiscono decisamente queste affermazioni dal momento che al CGT lavorano sei docenti: un Prof. Ordinario, un Prof. Associato, quattro Prof. Aggregati, di cui tre retribuiti su fondi del Comune di San Giovanni Valdarno, e più di trenta ricercatori (Assegnasti, Dottorandi, Borsisti) retribuiti su fondi di Contratti di Ricerca e di Consulenza che il CGT ha stipulato con Enti pubblici e aziende private. Nessuno dei docenti e ricercatori (per quanto sia permesso dalla legge) ha mai avuto quote degli utili provenienti da contratti o consulenze del Centro – il regolamento del CGT prevede che tutti gli utili, salvo la quota spettante all’Ateneo, siano reinvestiti nelle attrezzature del Centro e nella formazione dei giovani che ci lavorano. Una delle principali finalità istituzionali del Centro è la formazione universitaria e professionale in settori della geologia che adesso, e in prospettiva, sembrano dare maggiori garanzie occupazionali ai nostri studenti. Questa impostazione “finalizzata” ha suscitato sempre grande interesse degli studenti e delle loro famiglie. Il Comune di San Giovanni ha scommesso su questa dinamica realtà universitaria che vede, ogni anno, crescere il numero degli iscritti e ha messo a diposizione ambienti adeguati per la didattica oltre a un Campus che offre appartamenti e soluzioni abitative per gli studenti fuori sede (52% del totale), sostenuto anche dagli altri Enti Pubblici del territorio, Regione e Provincia, e da una Fondazione, sorta a sostegno della sede universitaria valdarnese. Pertanto sostenere l’inutilità di istituire Poli Universitari in piccoli Centri è un’affermazione fuori luogo e che dimostra poca conoscenza del mondo universitario. A parte l’assurdità di sostenere che il Centro di Geotecnologie si trova in una realtà piccola, visto che il Valdarno, nel suo insieme, ha le dimensioni di una grande città e che questa zona della Toscana gode di ottimi collegamenti ferroviari e autostradali, si rivela una profonda sciocchezza valutare il valore di un percorso di studi universitari, in base al numero di abitanti del luogo in cui è ubicato. Denigrare pubblicamente, in una più generica critica sulla gestione delle università italiane da parte di corpi docenti in “surplus”, e, nel tentativo di difendere un indifendibile decreto “Gelmini”, uno dei più validi Centri di formazione universitaria, risulta una mossa scorretta e, sicuramente, non dettata da fini etici. Se i numeri significano ancora qualcosa come si spiega il fatto che le iscrizioni, peraltro non ancora concluse, alla laurea specialistica del Centro di Geotecnologie di San Giovanni V.no sono sei volte superiori al numero minimo di matricole previste dalla Legge per tale percorso di studi?

Marta Ghironi





(Maria Cristina Salvi - 09:23 15-6-2009)



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