Laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali : Tesi

Nell'ambito delle attività del Laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia, in collaborazione con gli altri Laboratori del CGT, sono state sviluppate negli anni tesi ed elaborati finali nei seguenti percorsi di studio attivi al CGT :

Master in GeoTecnologie per l'Archeologia

Prospezioni geofisiche per lo studio dell'impianto urbanistico della città romana di Sentinum (Sassoferrato - AN)
Tesista: Marta Caterina Bottacchi - A.A. 2005-2006
Relatori: Luigi Carmignani - Fabio Mantovani

Il sito della città romana di Sentinum (Sassoferrato - AN) si trova in una pianura alluvionale compresa tra il fiume Sentino e il torrente Marena a circa 313 metri di quota s.l.m.. bottacchi
Gli studi passati compiuti nell’area hanno rivelato la presenza di strutture antropiche sepolte ad una profondità compresa tra 50 cm e 2 m dal piano di campagna odierno, tuttavia gli scavi effettuati hanno portato alla luce meno del 10% delle evidenze archeologiche presenti all’interno della cinta muraria. Poiché risulta proibitivo attraverso il solo scavo stratigrafico definire in tempo breve l’assetto urbano dell’intero sito archeologico (circa 15 ettari), in questi ultimi anni sono state effettuate indagini di remote sensing, quali analisi di fotografie aeree zenitali e prospezioni magnetometriche, attraverso cui si è ottenuta una mappa indicativa delle strutture sepolte, presenti nella maggior parte dell’area urbana.
Il lavoro di tesi ha permesso di integrare le conoscenze acquisite in passato con ulteriori informazioni dedotte da prospezioni geoelettriche; in particolare alle già note strutture antropiche emerse dalle indagini magnetometriche e posizionate sulla pianta dello scavo si sono aggiunte le informazioni di profondità derivate dai modelli di resistività ottenuti dalle tomografie elettriche realizzate con l’OhmMapper.
Le aree indagate con il metodo geoelettrico durante lo svolgimento della tesi hanno preceduto una campagna di scavi archeologici che rientra in un progetto quinquennale (2006-2010) di scavi, in accordo con il Comune di Sassoferrato, l’Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte Antica dell’Università degli Studi di Urbino e il Dipartimento di Archeologia e Filologia Classica dell’Università degli Studi di Genova. Ciò ha permesso e permetterà di trovare preziosi riscontri con le informazioni stratigrafiche della zona, dalle magnetometrie compiute nel 2003-2004 e dalle indagini geoelettriche raccolte in questo lavoro.

 

Fotogrammetria satellitare IKONOS e fotogrammetria terrestre applicate all’area archeologica di Melka Kunture (Etiopia).

Tesista: Maria Cristina Salvi - A.A. 2005-2006
Tutor: Riccardo Salvini - Laboratorio di Fotogrammetria

 

L'Accademia di Villa Adriana: rilettura delle piante antiche attraverso le indagini geoelettriche. marras
Tesista: Anna Maria Marras - A.A. 2006-2007
Tutor: Fabio Mantovani - Marta Caterina Bottacchi

L'area dell'Accademia di Villa Adriana (118 - 133 d.C.) non si trova all'interno del demanio, ma in proprietà privata e per questo è stata meno soggetta a studi e interessata da scavi archeologici.

Le piante storiche di quest'area della Villa riportano traccia del percorso di passaggi sotterranei di cui oggi rimangono poche testimonianze in superficie. Le indagini di resistività sono state condotte con il georesistivimetro ABEM Terrameter ad accoppiamento galvanico nel cortile centrale dell'Accademia con lo scopo di ricostruire il percorso di uno dei cunicoli sotterranei e verificare l'esattezza delle informazioni fornite dalle piante storiche dei secoli passati. Il metodo si è rivelato essere molto efficace nell'individuazione delle cavità determinate dalla presenza dei tratti di cunicoli non riempiti da detriti e ha permesso sia di confermare in parte i tracciati rilevati in passato che di ipotizzare la presenza di un tratto di cunicolo non ancora noto.

 

Prospezioni geoelettrichhe nell'area del santuario greco (VI-II sec. a.C.) presso l'ex mattatoio comunale di Rosarno (RC)
Tesista: Gianluca Sapio - A.A. 2006-2007
Tutor: Fabio Mantovani - Marta Caterina Bottacchi

La colonia greca di Medma si trova sotto la moderna città di Rosarno (RC); insapio particolare la parte orientale della polis era occuparta da alcune aree sacre greche.

Le indagini geoelettriche sono state realizzate con il georesistivimetro OhmMapper nell'area occupata dell'ex mattatoio comunale ora in disuso. Qualche anno fa, sotto un'area ristretta del pavimento in cemento del cortile del mattatoio sono state individuate alcune strutture di un'area santuiariale greca databile tra il VI e il II secolo a.C..

I dati acquisiti dall'indagine di resistività hanno permesso di creare modelli bidimensionali e tridimensionali del sottosuolo: grazie a questi modelli è possibile individuare con buona precisione la geometria e la profondità di alcune altre strutture archeologiche. Questi risultati hanno aiutato a ricostruire i confini dell'area santuariale e a localizzare le principali strutture del santuario stesso.

 

Laurea Specialistica in Geologia Applicata

La Villa Romana di Sant’Imbenia (SS): integrazione e confronto di prospezioni geoelettriche e GPR per l’individuazione delle strutture sepolte

Tesista: Sandra Sciacca - A.A. 2010-2011
Relatore: Paolo Conti
Co-Relatori: Marta Caterina Bottacchi - Gianpier Algeri

Il progetto di ricerca realizzato durante l’attività di questa tesi di laurea si colloca nell’ambito dell’applicazione geofisica in campo archeologico e consiste nell’integrazione dei metodi della resistività elettrica e dell’elettromagnetismo per l’individuazione di strutture archeologiche sepolte in un contesto caratterizzato dalla vicinanza con la costa marina della Sardegna Settentrionale.
Il sito oggetto di studio è la villa romana di Sant’Imbenia (Baia di Porto Conte – Alghero - Sassari), in parte indagata dalla Soprintendenza archeologica di Sassari; in base alle evidenze archeologiche portate alle luce, è stata pianificata la campagna di indagine geofisica, che ha coperto circa 700 m2.
In particolare grazie all’integrazione dei dati geofisici e archeologici è stato possibile individuare una serie di ambienti di piccole dimensioni (circa 3 per 3 m di lato) nell’area NW della villa. Questi ambienti sembrano affacciarsi su un’area priva di segnali lineari e caratterizzata da target di geometria non definibile (segnali C) concentrati soprattutto in corrispondenza dei muri: quest’area centrale rispetto alla villa può essere interpretata come un ambiente di grandi dimensioni (20 per 10 m di lato, per quanto riscontrato nelle indagini GPR) ingombro di crolli dei muri circostanti. Vista la struttura della villa ed i confronti con altre strutture romane (Adam J.P., 1988) è possibile ipotizzare che si tratti di una corte scoperta attraverso cui era possibile l’illuminazione degli ambienti interni della villa.
Attraverso le indagini geoelettriche e GPR è stato possibile identificare i muri sepolti e ricostruire l’andamento di alcuni ambienti in un sito archeologico costiero. Tale strumento fornito con il seguente studio risulta sicuramente utile per gli archeologi nella progettazione di futuri scavi.

 

Laurea Triennale in GeoTecnologie

Prospezioni geoelettriche per lo studio di un tratto di percorso dell'acquedotto romano in Località Sesto Fiorentino (FI)
Tesista: Nadia Bianconi - A.A. 2005-2006
Relatori: Salvini Riccardo - Fabio Mantovani

 

L’area in studio si trova presso il torrente Zambra in località Sesto Fiorentino (FI): durante lo sbancamento operato nel cantiere per la realizzazione dbianconiel tratto ferroviario per l’alta velocità Firenze-Bologna (anno 2000) è emerso un tratto dello speco interrato di un acquedotto romano (datato I-II secolo d. C ca.).
La finalità della tesi consiste nello studiare l’andamento del percorso dell'acquedotto romano nel tratto limitrofo al rinvenimento con indagini geoelettriche non invasive. Sono state realizzate cinque prospezioni geoelettriche ed una campagna di acquisizione di punti GPS con metodologia RTK, con lo scopo di georeferenziare con precisione le indagini geoelettriche alla base topografica e sulle ortofoto.
Le misure di resistività compiute con l’OhmMapper sono state elaborate ed interpretate con lo scopo di individuare zone ad alta resistività che in questo contesto sono indicative della presenza di strutture compatte (murature, manufatti, ecc.) o di “vuoti” (cunicoli, cavità, ecc.) presenti nel sottosuolo.
Le evidenze emerse alle tomografie elettriche di resistività e le misure puntuali compiute con il GPS hanno permesso di ricostruire il tracciato dell’acquedotto per un tratto che si estende da Villa Malenchini e Parco di Villa Solaria. Le informazioni raccolte e i modelli realizzati hanno contribuito alla valorizzazione del sito archeologico.

 

Misure di resistività finalizzate allo studio ed alla modellazione della “villa romana” rinvenuta in località Torraccia di Chiusi (San Gimignano - SI)
Tesista: Giulia Ricciardi - A.A. 2005-2006
Relatore: Fabio Mantovani

Nell’ambito della collaborazione internazionale tra il Centro di GeoTecnologie (Università degli Studi di Siena) ed il Département d'Archéologie et d'Histoire de l'Art (Université Catholique de Louvain – Belgium) ricciardiè stato possibile svolgere una campagna di indagini geoelettriche nel sito archeologico di Torraccia di Chiusi, ubicato nella valle alluvionale del torrente Foci, in località Aiano (San Gimignano - Siena).

Le prime evidenze della presenza di strutture antropiche sepolte, probabilmente di epoca romana, si ebbero fin dall’inizio del secolo scorso, ma solo recentemente (sondaggio esplorativo del 2001 e campagne di scavo del 2005 e del 2006) è stato possibile iniziare lo scavo stratigrafico e studiare approfonditamente il sito. L’area interessata dalle evidenze antropiche sembra estendersi per una superficie di 10.000 m2, stimata in base allo spargimento superficiale di materiali, visibile grazie alle fotografie aeree.

Le strutture interrate si trovano ad una profondità compresa tra 70 cm e qualche metro dal piano di campagna odierno, tuttavia appare proibitivo, attraverso il solo scavo stratigrafico, definire in tempo breve l’assetto planimetrico del sito. Per questo motivo si è deciso di attuare una campagna di indagini geoelettriche, attraverso cui è stato possibile definire in tempi brevi la presenza e la profondità delle strutture antropiche. Il lavoro di tesi ha inoltre compreso una campagna di acquisizione di punti GPS con metodologia RTK, al fine di inserire lo scavo archeologico in un adeguato contesto cartografico.

Il lavoro svolto ha permesso la localizzazione della strutture interrate, fornendo un prezioso aiuto per la pianificazione della campagna di scavo prevista per l’estate del 2007.

 

Misure di resistività elettrica finalizzate all’individuazione ed alla caratterizzazione del possibile edificio del teatro nel sito della città romana di Sentinum (Sassoferrato – AN)

Tesista:  Giulia Fagioli - A.A. 2007-2008

Relatore: Sara Mariani - Laboratorio di Geofisica

Co-relatore: Marta Caterina Bottacchi

Le indagini geoelettriche oggetto di questa tesi sono state realizzate presso un’area ubicata all’interno del sito archeologico di Sentinum g(Sassoferrato, AN) al fine di individuare la possibile presenza dell’edificio del teatro romano.
La campagna di misura è stata preceduta da un inquadramento geologico su scala globale e locale, con particolare interesse alle alluvioni su cui poggia direttamente il sito. L’inquadramento geologico dell’area ha permesso anche di individuare a meno di 1 km a est del sito archeologico una possibile cava dei materiali calcarei da costruzione utilizzati nella città romana: l’ipotesi è avvalorata dal confronto a vista tra un campione prelevato nella cava stessa e un blocco proveniente da una struttura muraria di Sentinum.
La direzione di scavo, grazie alle indagini archeologiche e ad una campagna di indagini magnetometriche, è riuscita a redigere una planimetria indicativa della città, che non evidenzia la presenza del teatro, edificio emblematico delle città romane fondate in età augustea. Il confronto con altre città romane con caratteristiche simili e le informazioni a disposizione hanno permesso agli archeologi di ipotizzare che il teatro si trovasse non lontano dalla piazza forense in un'area dove i risultati delle indagini magnetometriche risultano essere poco chiari.
Per verificare l’effettiva presenza della struttura teatrale si è scelto di realizzare la campagna di indagini geoelettriche, utilizzando due tipi di strumenti: l’ABEM Terrameter SAS 1000, un georesistivimetro monocanale ad accoppiamento galvanico, e l’OhmMapper della Geometrics Inc., georesistivimetro ad accoppiamento capacitivo.
Con il primo strumento sono stati effettuati 2 stendimenti parzialmente sovrapposti, situati al limite della scarpata della ferrovia, al fine di individuare la profondità massima a cui si trovavano le strutture antropiche. L’indagine è proseguita con lo strumento OhmMapper, attraverso cui sono stati realizzati 6 rilievi geoelettrici paralleli e ravvicinati tra loro.
Dopo l’elaborazione dei dati raccolti e la successiva inversione abbiamo ottenuto otto tomografie elettriche 2D e cinque mappe di resistività, che hanno permesso di individuare la presenza di fondazioni di grandi dimensioni e con caratteristiche geometriche compatibili con l’ipotesi di localizzazione dell’edificio teatrale proposta dalla direzione di scavo.