Laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali : Ricerca

Il laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali, per fini didattici e di ricerca, ha partecipato a progetti nazionali ed internazionali  fornendo la possibilità ai ricercatori ed agli studenti di ampliare le proprie conoscenze archeologiche e scientifiche e familiarizzare con strumentazioni all'avanguardia.

PRINCIPALI PROGETTI INTERNAZIONALI

Lo staff del Laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali ha partecipato negli anni a diversi progetti di ricerca internazionali. Si riportano qui di seguito i principali:

 

  • ADULIS PROJECT
Dal 2011 - 2012

Adulis Project è un progetto quinquennale avviato nel 2010 dal Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena, il Ce.R.D.O (Centro Ricerche sul Deserto Orientale) e il National Museum of Eritrea (e con la collaborazione iniziale del Museo Civico di Rovereto), che ha l’obiettivo di riportare alla luce e valorizzare il sito archeologico di Adulis in Eritrea.
La città portuale di Adulis, 50 chilometri a sud di Massawa, è uno dei più importanti siti storici del paese per i suoi edifici monumentali e il valore dei reperti archeologici scoperti finora. Secondo le fonti classiche era uno dei principali porti per il commercio nel Mar Rosso durante l'antichità: localizzata in un punto di snodo tra il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, questa città ha un'importanza fondamentale per la comprensione dei contatti commerciali antichi tra il Mediterraneo e l'Oriente.
Un lavoro di rilievo delle strutture integre e dei crolli ancora visibili in situ, lo scavo e la documentazione prodotta da tre nuovi settori, hanno reso necessario la raccolta tutti i dati pregressi e nuovi in un Sistema informativo territoriale che permettesse l’analisi, la gestione e l’interrogazione delle informazioni. In questa sede si mostreranno parte dei risultati delle prime due campagne di scavo effettuate nel 2011 e nel 2012.
In particolare, si intende presentare la gestione dei dati di scavo effettuata attraverso applicazioni GIS opensource. I dati di scavo, vettoriali ed alfanumerici, sono stati gestiti utilizzando PyArchInit, un plugin per QuantumGIS che sfrutta le potenzialità del database PostgreSQL con estensione Postgis. Tale scelta è stata fatta per mettere a disposizione dell’intero team del progetto, composto da ricercatori italiani ed eritrei, un sistema di gestione libero dai costi di licenza software.
L’applicazione consente l’analisi e la relazione tra elementi stratigrafici, piante di strato e di fase, permettendo interrogazioni e ricerche sulle classi di materiali e sulle strutture rinvenute, con la finalità di catalogare e ordinare la documentazione raccolta durante lo scavo, ma soprattutto di aiutare a comprendere le dinamiche del sito e ad interpretarne la successione stratigrafica e cronologica. Tra le particolarità di tale applicazione vi sono la possibilità di creazione automatica ed esportazione della matrix, piante di scavo e pdf, oltre a quella di essere gestibile anche in remoto attraverso internet: il sistema potrà in questo modo essere fruibile da tutti i componenti del team del progetto nei propri ambienti di lavoro, ovvero sia sul campo che in laboratorio, e può in tal modo essere aggiornato in tempo reale.
 
E' possibile rivivere le fasi di scavo sulla web TV di Archeologia Viva a questo link.
 
  • LIXUS
La missione è il frutto di una collaborazione avviata con il Prof. Papi, professore ordinario di Archeologia delle Province Romane presso l'Università di Siena, che da anni con il suo team svolge scavi e ricerche in Marocco: a Volubilis, a Thamusida e ora a Lixus.
Proprio sul sito dell'antica città di Lixus (odierna Larache - Marocco) il Laboratorio di GeoTecnologie per l’Archeologia del CGT ha realizzato una campagna di prospezioni geofisiche: è stata svolta un'indagine geoelettrica tramite OhmMapper per valutare la stratificazione geologica dell'area del sito, oltre ad un'estesa indagine con il Georadar per tentare di individuare nuove strutture, al fine di meglio comprendere la composizione dell'antica città e orientare i futuri scavi che verranno realizzati nell'area. 
 
 
  • MELKA KUNTURE 
2006-2007
 
Progetto finanziato dalla COMMISSIONE EUROPEA all'interno del PROGRAMMA CULTURA 2000.
From the past to the present in Ethiopian Prehistory An Interactive Museum for the Archaeological Park of the Early Palaeolithic site of Melka Kunture.

La musealizzazione del sito preistorico di Melka Kunture rappresenta la conclusione di 40 anni di ricerche sistematiche condotte dalla Missione Archeologica Francese prima, diretta da J. Chavaillon (1965-1982/1993-1995), e dalla Missione Archeologica Italiana poi, diretta da M. Piperno, del Ministero degli Affari Esteri e dall’Università di Roma “La Sapienza”.
Il sito di Melka Kunture (1.7-0.2 ma) si estende per diversi km lungo le rive dell’Alta Valle del fiume Awash a circa 50 km a sud-ovest di Addis Abeba. La sua natura geologica consiste in una serie di terrazze sovrapposte che conservano sedimenti pleistocenici e olocenici per uno spessore di circa 100 m. Oltre cento livelli archeologici (situazione pressoché unica in tutto il continente africano) sono stati individuati all’interno di questa formazione volcano-sedimentaria, testimoni di una lunga frequentazione antropica dall’Olduvaiano fino alla Late Stone Age e a epoche subattuali nella località di Balchit.
Gli scavi sistematici hanno interessato diverse località su un’estensione variabile tra i 50 e i 250 mq e hanno restituito tra i 2000 e i 12000 reperti litici e faunistici per ogni sito indagato. In alcuni di essi sono stati rinvenuti diversi fossili umani, attribuibili a diversi periodi.
L’obiettivo generale del presente progetto si inserisce nell’ambito di un vasto dialogo interculturale tra culture europee e extra-europee, al fine di incoraggiare la ricerca di obiettivi culturali comuni tra gli Stati Membri dell’Unione Europea e quelli dei Paesi Terzi.
In questo quadro, l’obiettivo specifico del progetto “From the past to the present in Ethiopian Prehistory” consiste nella realizzazione di uno stretto legame tra la Preistoria etiopica e le moderne tecnologie. Se la “tradizione” verrà rispettata attraverso l’utilizzazione di “containers” museali in stile locale, l’innovazione consisterà nell’utilizzazione delle moderne tecnologie per l’informazione e la diffusione.


Il progetto finanziato dalla Comissione Europea prevede il coinvolgimento diretto di numerose istituzioni nazionali ed internazionali quali:

  • Centro di GeoTecnologie (CGT) - Università degli Studi di Siena, Italia
  • Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Università di Roma « La Sapienza » - Italia
  • Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Ministero degli Affari Esteri, Italia
  • Faculty of Geology and Geophysisc of Addis Ababa University, Etiopia
  • International Institut for Geo-Information Science and Earth Observation (ITC),
  • Olanda
  • Institut de Préhistoire et de Géologie du Quaternaire (IPGQ) - Université de Bordeaux, Francia

 

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PRINCIPALI PROGETTI IN ITALIA

Le principali attività svolte in Italia dallo staff del Laboratorio di Geotecnologie per l'Archeologia e i Beni Culturali sono le seguenti

 

  • RILIEVO 3D DEL SITO ARCHEOLOGICO DI ISERNIA LA PINETA

2012 - 2013

Il sito di Isernia La Pineta apporta un contributo notevole alla storia del popolamento umano del Paleolitico inferiore europeo. Le campagne di scavo, condotte dall’Università di Ferrara in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, hanno messo in evidenza le tracce di un intensa frequentazione da parte dell’uomo preistorico costituite sia da strumenti litici che da faune cacciate. L’attribuzione cronologica dei livelli archeologici, di poco superiore ai 600.000 anni ne fa ad oggi uno dei più antichi siti preistorici a livello Europeo.
Il progetto è svolto in collaborazione con l’Università di Ferrara (prof. Peretto) e ha l’obiettivo di realizzare un rilievo tridimensionale della paleosuperficie 3a del sito archeologico di Isernia La Pineta, utilizzando esclusivamente software Open Source e tecniche di Structure-from-Motion. 

 

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  • PORTALE DEI GEOPAESAGGI DELLA REGIONE TOSCANA
2010-2012
 
Sempre con maggiore attenzione si ripropone il tema della conoscenza, della conservazione e della fruizione del patrimonio, inteso nella sua valenza più ampia nella quale aspetti ambientali, naturalistici e culturali rappresentano segmenti di un sistema unitario.
La Regione Toscana, con la Legge Regionale n. 56 del 6/4/2000 e in particolare con l’articolo 11, intende tutelare la diversità di particolari forme naturali del territorio, qui definite “geotopi”: forma naturale del territorio, di superficie o sotterranea costituita da particolari emergenze geologiche, geomorfologiche e pedologiche, che presenta un rilevante valore ambientale, scientifico e didattico, la cui conservazione è strategica nell’ambito del territorio regionale.
 
Realizzazione di un portale dei paesaggi geologici della Regione Toscana, di un webGIS e di una cartografia turistica di itinerari geologico/culturali; progetto a cura del Centro di GeoTecnologie in collaborazione con Regione Toscana e LaMMa.
 
Il portale è raggiungibile a questo link.

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  • GEOFISICA PER L'ARCHEOLOGIA

Le principali attività svolte nel corso degli anni dal Laboratorio di Archeologia in collaborazione con il Laboratorio di Geofisica del CGT sono le seguenti:

  • Indagini geoelettriche multitemporali all’esterno della Basilica di Sant'Andrea di Mantova: le indagini, effettuate in due periodi diversi dell'anno con il georesistivimetro ad accoppiamento capacitivo OhmMapper, con lo scopo di individuare i principali fenomeni di infiltrazione idrica nell’ambito territoriale circostante la struttura.
  • Indagini GPR e di resistività nel sito della villa Romana di Sant'Imbenia (Sassari): nel sito della città romana sono state svolte indagini integrate di GPR e geoelettrica (resistività) al fine di individuare le strutture archeologiche ancora sepolte. L'indagine è stata svolta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell'Università di Sassari.
  • Indagini geoelettriche all'esterno della Chiesa di Sant'Ignazio di Ponte in Valtellina (Sondrio): le indagini, effettuate con il georesistivimetro ad accoppiamento capacitivo OhmMapper, hanno lo scopo di individuare i principali fenomeni di infiltrazione idrica nell’ambito territoriale circostante la struttura.
  • Indagini di resistività nel sito della città romana di Suasa (Castelleone di Suasa - AN):  nel sito della città romana sono state svolte indagini di resistività con il georesistivimetro Terrameter ed il georesistivimetro OhmMapper integrate con indagini georadar e magnetometriche realizzate da operatori afferenti al Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna e da esperti a livello internazionale, al fine di integrare i segnali rilevati dalle diverse strumentazioni con le immagini aeree del sito e individuare per contribuire alla caratterizzazione urbanistica della città romana.
  • Indagini di resistività nel sito della colonia greca di Medma (Rosarno – RC): l'indagine è stata eseguita per il Comune di Rosarno nell'area occupata dall'ex Mattatoio comunale interessata dalla presenza di strutture relative ad un'area santuariale di VI-III sec. a.C.. Le indagini di resistività sono state eseguite con il georesistivimetro OhmMapper al fine di individuare zone circoscritte ad alta potenzialità archeologica utili ad indirizzare gli scavi archeologici futuri.
  • Indagine di resistività nell’area dell’Accademia di Villa Adriana a Tivoli (Roma): l'indagine di resistività è stata eseguita con il georesistivimetro Terrameter al fine di ricostruire il percorso di alcuni dei cunicoli sotterranei dell'area dell'Accademia di Villa Adriana e per confrontare i segnali ottenuti con le piante storiche che riportano il tracciato dei cunicoli.
  • Indagini di resistività nel sito della città etrusca di Marzabotto (BO): nel sito della città etrusca sono state svolte indagini di resistività con il georesistivimetro Terrameter integrate con indagini georadar realizzate da operatori afferenti al Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, al fine di confrontare i segnali rilevati dai due strumenti e individuare con la maggiore precisione possibile la posizione delle strutture sepolte.
  • Indagini di resistività per l’individuazione delle miniere neolitiche di selce in Gargano (FG): l'indagine geofisica è parte del Programma di Ricerca di Interesse Nazionale dal titolo “Geotecnologie applicate alla ricostruzione paleomorfologica e allo studio delle modalità di approvvigionamento e circolazione della selce”. Le indagini geoelettriche sono state realizzate con il georesistivimetro Terrameter ad accoppiamento galvanico in tre siti differenti e sono state mirate all'individuazione dei cunicoli scavati in età neolitica per intercettare i noduli di selce.
  • Indagini di resistività del sito del castrum romano di Burnum (Drniš, Croazia): le indagini sono state realizzate in occasione dell'attività didattica della summer school "In profondità senza scavare" organizzata dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna. Nello stesso sito, assieme all'OhmMapper, sono stati utilizzati un magnetometro a protoni e un GPR, al fine di individuare le strutture delle diverse fasi del castrum integrando i risultati dei diversi strumenti.
  • Indagini di resistività nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento: le indagini sono state realizzate all'interno della navata centrale della chiesa utilizzando il georesistivimetro OhmMapper in integrazione alle indagini georadar svolte dal Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna. Lo scopo del survey geofisico è l'individuazione di strutture precedenti alla costruzione della chiesa cinquecentesca.
  • Indagini di resistività per la ricostruzione del percorso dell'acquedotto romano di Firenze: la campagna di indagini geoelettriche è stata realizzata con il georesistivimetro OhmMapper per individuare la forma e parte del percorso dell'acquedotto sotterraneo, in modo da circoscrivere un'area di alta potenzialità archeologica all'interno del centro urbano moderno.
  • Indagini di resistività nel sito della città romana di Sentinum (Sassoferrato – AN): in collaborazione con il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Genova è stato possibile realizzare numerose campagne di indagini geoelettriche con il georesistivimetro OhmMapper e con il georesistivimetro ad accoppiamento galvanico ABEM Terrameter sas 1000. Le indagini di resistività hanno permesso di integrare i dati già acquisiti su tutta l'area urbana attraverso indagini megnetometriche con le informazioni di profondità e con nuovi dati utili alla caratterizzazione del contesto urbano della città romana, al fine di indirizzare gli scavi archeologici.
  • Indagini di resistività del sito della “villa romana” in località i Foci (San Gimignano – SI): la campagna di indagini geoelettriche è stata realizzata con il georesistivimetro OhmMapper sui quattro lati dell'area di scavo, al fine di individuare la presenza di eventuali strutture pertinenti la villa e fornire utili informazioni alla pianificazione delle campagne di scavo dei prossimi anni.
  • Indagine di resistività nell’area adiacente alla sede della contrada Valdimontone (SI): l'indagine è stata con il georesistivimetro OhmMapper è stata commissionata dalla Contrada Valdimontone al fine di individuare l'eventuale presenza di strutture antropiche sepolte (quali cisterne e sistemi di canalizzazione dell'acqua), prima di iniziare l'attuazione del progetto di ampliamento dei locali della contrada stessa.

        

 
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Elenco attività svolte dallo staff

Progetti