Le Cooperative del vetro di San Giovanni

Dopo il licenziamenti del 1952, chi rimane senza lavoro decide di fare una scommessa, “Alcuni operai licenziati dalla vetreria Taddei si trasformano provvisoriamente in muratori e fabbri e pietra su pietra costruiscono una nuova vetreria. La nuova fabbrica viene chiamata IVV, Industria Vetraria Valdarnese, ed è gestita da una cooperativa di 42 soci.
 La IVV viene inaugurata con una manifestazione cittadina il 24 agosto 1952. I primi mesi sono durissimi, senza riscuotere una lira, sull’orlo del fallimento, sorretti solo dalla propria competenza e dallo spirito di sacrificio. Il capitale è costituito da una quota, o meglio da una cambiale, sottoscritta da ogni soci per il valore di 250.000 lire. Dopo il duro impegno ed i molti sacrifici iniziali, i lavoratori della nuova vetreria riescono a distribuirsi, alla vigilia del Natale 1952 la prima quindicina di salario”.

Mentre la IVV avvia la sua esperienza, la Soc. Taddei nel 1957 dichiara fallimento. 
A questo punto altri lavoratori, seguendo l’esempio della IVV, danno vita a nuove cooperative: la Cooperativa SO.CO.VES e la Cooperativa Masaccio, che avranno storie diverse.

La Cooperativa  Masaccio chiude nel 1963.
 La SO.CO.VES, dopo un fallimento, si ricostituisce come VE.CRIS., Vetrerie Cristallerie Sangiovannesi, l'ultima azienda vetraria a lavorare in via Vetri Vecchi e che interromperà definitivamente l’attività nel 1968.

Nel 1968 si conclude definitivamente la storia produttiva della vetreria di via dei Vetri Vecchi, iniziata nel lontano 1821, che ha costruito il fulcro della produzione vetraria valdarnese per buona parte del '900. La Cooperativa IVV rimane l'unica industria vetraria del Valdarno.


L’area delle vetrerie di Via Vetri Vecchi, passata di proprietà al Comune di San Giovanni, resta inutilizzata per oltre trenta anni fino alla ritrutturazione del 2002/2004 che porta all'insediamento del Centro di GeoTecnologie.

Nel 2002, l'ultimo erede della tradizione industriale e operaia delle vetrerie, la Cooperativa IVV, assieme ad altre aziende ed enti del Valdarno aretino e al Centro di GeoTecnologie costituiscono la Fondazione Masaccio per lo sviluppo del Polo Universitario del Valdarno.

Ci piace vedere in questo una nuova alleanza per lo sviluppo economico e culturale del Valdarno tra gli eredi dei maestri vetrai di via Vetri Vecchi della IVV e i giovani ricercatori del Centro di GeTecnologie e la loro volontà di finalizzare la ricerca e collaborare col mondo del lavoro.