L'Industria del vetro tra le due guerre mondiali

Terminata la prima Guerra Mondiale, il 10 maggio 1918 viene fondata a Firenze la Stiv, Società Toscana Imprese Vetraie.  La Stiv estende la produzione al vetro bianco (dai bicchieri alla cristalleria, agli oggetti da tavola e da regalo), abbandonando le lavorazioni più ordinarie (la cosiddetta "fiascheria") e cura la formazione di un nucleo forte e stabile di operai specializzati (maestri vetrai).


Alla fine degli anni Venti ci sono a libro paga 380 operai. Gli anni successivi, fino alla grande depressione del 1929, segnano in maniera indelebile le caratteristiche della produzione vetraria del Valdarno. 
La grande crisi del 1929 colpisce anche la Stiv. Tra il 1930 ed il 1931 cessa l’attività e passa la mano alla Società Anonima Vetrerie San Giovanni Valdarno, controllata dalla Galileo di Firenze.

La crisi del settore non concede comunque tregua e nel 1936 anche la nuova società è costretta ad avviare le procedure per la liquidazione. Nel 1936 e nell’anno seguente la produzione è sospesa e riprende solo nel 1938 grazie alla Società Taddei di Empoli che rimette al lavoro 250 operai finalizzando e caratterizzando le produzione alla cristalleria di tavola.