Il Prof. Gaetano Giglia, un geologo delle Alpi Apuane

Gaetano Giglia nasce al Cairo il 16 Novembre 1934 dove trascorre la sua giovinezza fino al diploma liceale.


Si laurea in Geologia presso l’Istituto di Geologia dell’Università di Pisa con il Prof. Livio Travisan che considererà sempre il suo Maestro e un esempio per tutta la sua carriera accademica e scientifica.


Dopo la laurea, la Soc. Henraux offrì a Gaetano la possibilità di proseguire l’attività di geologo assieme a due suoi coetanei: Franco Barberi e Mario Paiotti, due brillanti colleghi che diventarono anche suoi amici per lunghi anni.
Il lavoro con la  Soc. Henraux dette l’opportunità  a Gaetano di iniziare le ricerche sulla geologia delle Alpi Apuane – studi che non abbandonò mai più completamente per tutta la vita – e permise al giovane laureato di confrontarsi con la concretezza di una realtà industriale e stabilire un importante rapporto quotidiano con il  mondo duro e orgoglioso dei cavatori di marmo. Alcuni di essi – come il sig. Franco Pierotti, che ultra-settantenne ancora lavora alle cave Cervaiole, ricordano con simpatia questo “professorino che abitava con loro al Palazzo d’Arni”.

Il periodo all'Henraux è stato molto importante anche per la formazione scientifica di Gaetano –  esso “esplorò” nuovamente la geologia delle Apuane centrali ereditata dalla monumentale opera di Domenico Zaccagna alla luce della nuova cultura geologica del dopoguerra – che adottando in pieno la teoria dell’alloctonia generalizzata dell’Appennino permetteva una interpretazione completamente nuova della stratigrafia e della tettonica del Complesso Metamorfico Apuano. E’ di questo periodo una sua importante pubblicazione: la “Carta Geologica della Tavoletta M. Altissimo” che reinterpretava la cartografia e le sezioni geologiche di Zaccagna alla luce dei lavori di Trevisan e di Staub. Con la tavoletta M. Altissimo  dette anche un contributo fondamentale alla realizzazione della seconda edizione del Foglio Massa della Carta Geologica di Italia.


In collaborazione con Prof. Livio Trevisan  scrisse il libro “Introduzione alla Geologia” ristampato in successive edizioni fino a pochi anni fa, e su cui si sono formate generazioni di geologi non solo dell’ateneo pisano.
A partire dagli anni ’70 il campo delle ricerche di Gaetano  si allargò alla geodinamica del mediterraneo e sotto la guida del Prof. Marinelli  - altro indimenticabile Maestro della scuola pisana - all’Africa Orientale.

In quegli anni assieme ad uno dei suoi primi allievi,  Luigi Carmignani, iniziò una profonda revisione della struttura del Complesso Metamorfico Apuano applicando le tecniche, innovative per l’epoca, di analisi strutturale. Questi lavori portarono ad una completa revisione dell’evoluzione tettonica delle Apuane che è ritenuta ancora oggi valida nei suoi tratti essenziali. Successivamente, con il Prof. Stani Giammarino, suo inseparabile amico incontrato all'Ateneo genovese, e lo scrivente rilevarono, per il Servizio Geologico della Libia, alcuni fogli a Sud della Cirenaica, ma la geologia delle Apuane rimase sempre al centro degli interessi di Gaetano.

All'inizio degli anni '90 Gaetano si trasferì definitivamente come Professore Ordinario a Genova, ma, nonostante gli importanti incarichi scientifici e accademici che assunse a livello locale e nazionale, non smise mai di occuparsi della geologia delle sue Apuane  attraverso numerose tesi e importanti lavori di analisi e di sintesi che abbiamo elencato nella pagina seguente.

Gaetano è morto il 24 maggio del 2006 lasciando un gran vuoto tra gli amici e i geologi apuani.

Fu uno dei pochi geologi della sua generazione che ebbe la capacità di coniugare con chiarezza dati geologici e geofisici in sintesi geodinamiche di grandi dimensioni e che contemporaneamente ebbe la modestia di studiare temi nuovi per l’Italia – come l’analisi meso strutturale, che senz’altro contribuì più di ogni altro a diffondere tra i ricercatori italiani di Scienze della Terra.

Di Gaetano mi piace ricordare oltre lo scienziato e il geologo con cui ho condiviso la passione per la ricerca e l’amore per le Apuane, il gentiluomo dotato di rara autoironia, vastità culturale, forte cultura laica e soprattutto un uomo dotato di rara modestia e gentilezza dei modi.

L’iniziativa del Centro di GeoTecnologie e della Soc. Henraux di fare un ostello per giovani geologi che portino avanti il lavoro di Lotti, Zaccagna, Trevisan e Giglia e di tutti gli altri geologi che si sono confrontati con l’incredibile complessità geometrica della geologia delle Apuane credo sia il migliore modo di ricordarlo.

 

L. Carmignani